Croccante, sottile, molto digeribile e sfiziosa: prova la Pinsa Romana con il lievito madre!

L’impasto di questa Pinsa Romana ha un’idratazione dell’80% questo vuol dire che ha bisogno di riposare almeno 36 ore prima di essere lavorata e cotta e per risultare altamente digeribile.

Che cos’è la Pinsa Romana fatta con il lievito madre?

Da romana posso dirvi che è una delle mie pizze preferite perché è il giusto equilibrio tra una pizza alta e una bassa.

Ammesso il fatto che al primo posto metterò sempre la classica pizza Napoletana, perché sono una fan del cornicione alto e soffice e pure ripieno di ricotta, la pinsa romana viene subito dopo!

Il termine Pinsa deriva dalla parola latina pinsere, che significa allungare. Capiamo quindi la prima grande differenza della pinsa rispetto alla classica pizza: una pizza dalla forma allungata, a volte ovale e altre volte più rettangolare. Inoltre, l’impasto è composto da un mix di farine di frumento, soia e riso che conferiscono una consistenza più leggera e rustica. Al tatto, infatti, si percepiscono i granelli di farina, generalmente di mais o di riso.

Io ho realizzato queste Pinse Romane con un mix di farine apposito ma se voi non ne disponete potete usare della classica farina 0!

Questa ricetta appartiene ad Erika Trombetta, ho casualmente trovato questa ricetta su youtube e me ne sono innamorata per la facilità!

L’impasto è molto idratato ma non serve per forza l’ausilio dell’impastatrice.

Con queste dosi ottieni 2 pinse romane più alte o 3 pinse più piccoline e sottili.

pinsa-romana

Ingredienti per 2-3 pinse romane:

  • 400 grammi di farina per pinse (molino Cipolla)
  • 300 grammi di acqua
  • 80 grammi di pasta madre (ottenuta da un rinfresco di 4 ore prima)
  • 1 cucchiaio di olio evo
  • 1 cucchiaio di sale

Procedimento

Sciogliete la pasta madre, rinfrescata 4 ore prima, con l’acqua tiepida. Aggiungete la farina e iniziate ad impastare, è possibile fare tutto con le mani.

Aggiungete l’olio e il sale. Continuate ad impastare finché l’impasto non si attacca più alle mani o al gancio, questo vuol dire che si è incordato e che si è sviluppata correttamente la maglia glutinica.

Una volta che l’impasto è pronto ponetelo in un tupperware oliato, chiudete con la pellicola o, se ne disponete con il coperchio, e mettetelo in frigo per 36 ore.

Passate le ore di lievitazione riprendete l’impasto e versatelo su un piano da lavoro. Dividetelo in 2 o 3 parti e ricavate dei panetti.

Metti i panetti dentro alla ciotola, coperta questa volta da un panno infarinato, a lievitare ancora (dalle 2 alle 4 ore).

Su un piano infarinato o direttamente su una teglia unta allarga un panetto alla volta e forma la pinsa romana: bassa al centro e un po’ più cicciotta sui bordi. Puoi decidere di dargli una forma ovale, rettangolare o anche rotonda classica ricordandoti di lasciarla bassa.

Una volta allargate lasciale riposare mentre prepari gli ingredienti per farcirle e scalda il forno a massima potenza.

Cosa fare se l’impasto si attacca mentre le stendiamo?

Se riscontrate difficoltà nello stendere le pinse aiutatevi con la farina di riso, con il semolino o con la farina di mais o ancora con la semola. Potete stenderle più spesse se volete un risultato più simile alla focaccia oppure più basse se la preferite sottile.

Cottura

La cottura è molto semplice: la pinsa deve cuocere a 250°C per 12-15 minuti, nella parte bassa del forno.

Alla ricerca di altre ricette con il lievito madre? Prova anche il pane semplice!

Io ho farcito una pinsa romana semplice con del pomodoro e poi a crudo ci ho messo la rughetta, l’altra pinsa l’ho farcita con una crema di ceci, zucchine e sempre a crudo la rughetta!